Shinrin-yoku: La pratica orientale che fa impazzire gli Usa

La pratica orientale che fa impazzire gli Usa: un bagno nella foresta per combattere lo stress

Si chiama Shinrin-yoku e promette di liberare da stress e ansia con un'immersione nel verde. Perché la natura può curare

di VALERIA PINI

"In alcuni studi si è calcolata la differenza fra camminare nella natura e in un ambiente urbano. Si è analizzato l'uomore delle persone, lo stato di depressione o meno - spiega - . David Yaden del Positive Psychology Center  dell'università della Pennsylvania - . In un ambinte naturale le persone sono più rilassate e meno stressate". Quando gli individui si immergono nella natura e fanno delle belle passeggiate, il loro pensiero si libera e non rimuginano sempre sulle stesse cose, tutti aspetti che si collegano agli stati depressivi".


La pratica giapponese. Praticare Shinrin-yoku non è una semplice scampagnata nei boschi. Presuppone una 'immersione totale' nella natura e una connessione con essa. Gli esperti di questa pratica giappoonese consigliano di respirare in modo profondo, di ascoltare i suoni e di osservare i colori dell'ambiente circostante. E in questi casi è la natura stessa a intervenire con il suo effetto benefico. Già qualche tempo fa uno studio britannico, pubblicato sulla rivista Environmental Science and Technology da un gruppo, aveva messo in evidenza che i benefici di una vita trascorsa in un'area urbana che favorisce l'accesso a parchi ed altre zone verdi durano più a lungo rispetto a quelli di eventi positivi spesso molto desiderati, come una promozione lavorativa, un aumento di stipendio o il matrimonio.

Vista mare e malattie mentali. Non è necessario fuggire nei boschi per sentirsi meglio. Secondo una ricerca della Michigan State University, riportato dal sito In a Bottle, anche vivere in prossimità dell'acqua, che sia mare o oceano, aiuta a ridurre il disagio psicologico e contribuisce a migliorare la salute mentale. Lo studio puntava a capire l'effetto della natura su ansia e depressione, in particolare nelle aree urbane dove c'è meno bellezza naturale. Utilizzando i dati del New Zealand Health Survey, i ricercatori hanno confrontato le statistiche sulla salute mentale delle persone residenti in zone diverse. Si è scoperto che "i maggiori effetti sull'attenuazione del disagio psicologico si sono riscontrati in chi vive in luoghi con vista mare". Ora gli studiosi vogliono "capire se esiste una differenza sul tipo di acqua che si osserva", ad esempio tra quelle di mare e quelle di lago. "L'interesse dei ricercatori è verificare se esistono stimoli sensoriali differenti tra il suono delle onde e l'odore dell'aria e quindi reazioni diverse sul benessere psicologico. Queste scoperte potrebbero aiutare a identificare alcuni modi concreti per contribuire a trattare la malattia mentale".

Le patologie della città. Va detto che anche se nei secoli la vita dell'uomo si è trasformata, da un punto di vista genetico siamo simili ai nostri antenati di 5.000 anni fa. Anche se ci consideraimo "civilizzati" siamo vicini all'uomo delle caverne, ma facciamo una vita diversa, molto più sedentaria.  Studi su reperti archeologici di 2.000 anni fa ritrovati in Gran Bretagna, rivelano che quando gli antichi romani introdussero la vita cittadina nel paese, aumentarono le malattie. Fra queste sono state identificate: la gotta, l'artrite reumatoide e la tubercolosi. E oggi le cause di morte nelle popolazioni che vivono in città sono l'obesità, le malattie cardiovascolari, il diabete di tipo 2, l'arteriosclerosi, la pressione alta e diversi tipi di tumore. E fa riflettere che queste malattie siano rare o assenti nelle comunità tribali come, ad esempio quelle dell'isola di Kitava, vicino a Papua Nuova Guinea.

 

www.repubblica.it/salute

Joomla- Helix Framework Implemented by Gaiaideaweb!